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Risposta rapida: cosa fare con il pane che non è lievitato

  

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Se il tuo impasto non è lievitato, non vale la pena cuocerlo così com’è o sarà troppo denso per essere gustato. Invece, puoi stenderlo molto sottile e cuocerlo come una focaccia o una pizza. In alternativa, puoi sciogliere altro lievito attivo in un po’ d’acqua tiepida, quindi lavorarlo nell’impasto e vedere se lievita.

Cosa posso fare con il pane che non lievita?. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .

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3 Risposte



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@ayojgoqe

Ciao ti dò il link a cui forse , puoi trovare risposta al quesito:

https://www.ricettasprint.it/impasto-pizza-e-pane-non-lievita-cosa-fare/



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Aggiungere lievito, avvolgere l'impastato con carta d'alluminio ed incrociare le dita 😉



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Risposta rapida: cosa fare con il pane che non è lievitato.
"Cosa posso fare con il pane che non lievita?"
Aggiungi lievito e incarta la massa in una coperta di lana o un piumino ben isolante.
Pare che l'importante sia lasciare che s'intiepidisca da se stessa.
SEGUE ANCHE UNA RISPOSTA NON RAPIDA, tanto per dire da dove m'arriva il ricordo.
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Quando nel 1950 mia nonna compì 65 anni ebbe da mio padre, come regalo di compleanno, un enorme forno a cupola circolare (quasi due metri di diametro!) fatto fabbricare con mattoni refrattari da altoforno, su centine paraboliche da lui stesso costruite, da un artigiano specializzato che però di solito usava centine circolari.
Costò parecchio e occupava buona parte della rimessa in cui fu costruito, ma si rivelò una bomba fin da subito e diede nuovo lustro sociale alla nonna che lo accendeva, con i sarmenti potati l'anno prima e lasciati stagionare, una mattina ogni due settimane; lei accoglieva "stanati" (teglie da forno) da tutte le signore del vicinato che poi restavano a fare crocchio con lei fino a cottura ultimata.
Il grosso dell'infornata però non erano i tegami, ma il pane e le "freseddre" la cui preparazione iniziava prima dell'alba per poter avere una lievitazione come si deve.
Uno dei tavoli della cucina (detto "la màttera", la màdia) aveva il piano amovibile e, togliendolo, restava scoperta una cassa profonda un venti/trenta centimetri in cui nonna e un paio di aiutanti impastavano e formavano pagnotte, panini e friselle.
La lievitazione avveniva nella màttera richiusa col suo piano-coperchio in modo che la massa rimanesse isolata e a temperatura costante, un po' intiepidita dallo stesso processo del lievitare.
Non c'entra nulla con la tua domanda, che però m'ha richiamato alla mente questa storiella.



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SOS Matematica

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