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Problema di fisica

  

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Due piani scabri disposti come in figura sono inclinati rispetto all’orizzontale di un angolo α=π/4 rad. Un corpo di piccole dimensioni viene posato su uno dei piani inclinati ad altezza h1=6m rispetto al fondo, e lasciato libero di muoversi con velocità iniziale nulla; il corpo scivola lungo il piano inclinato, arriva sul fondo e risale sul secondo piano inclinato ad altezza massima h2=4m rispetto al fondo. Si determini il coefficiente di attrito dinamico μd dei due piani scabri.

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Autore

@benny23  disegno sballato... ci vuole un po' di spazio tra i due piani...ciao

5 Risposte



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Il lavoro delle forze non conservative è pari alla variazione di energia meccanica del sistema. Quindi il lavoro della forza d'attrito nei due tratti (discesa e salita) è pari alla variazione di energia potenziale gravitazionale del sistema.

La lunghezza dei tratti in discesa e salita è data dal rapporto tra l'altezza e il seno dell'angolo. 

La forza di attrito lungo il piano inclinato è:

F_att = u_d*m*g*cos (alfa) 

 

Quindi:

mg(hi - hf) = u_d*m*g*cos(alfa) * [(hi/sin(alfa)) + (hf/sin(alfa)] 

 

Da cui si ricava:

u_d= [(hi - hf) / (hi + hf)] * tan(alfa)

 

Sostituendo i valori numerici:

hi = 6 m

h_f = 4 m

alfa = pi/4

si ricava il valore del coefficiente di attrito:

 

u_d = 0,2

@stefanopescetto grazie mille 🙏 

Chi è negativo? Il lavoro compiuto dalla forza d'attrito è lavoro resistivo negativo perché forza e spostamento hanno verso opposto. Il coefficiente u_d è un numero puro 

@stefanopescetto esatto si anche a me esce così.

prima dalla formula che lei ha scritto il coefficiente mi veniva negativo....

probabilmente ho visto io male 

grazie mille sempre gentilissimo 🙏

Figurati. Buona giornata 



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ORRORE, Orrore, orrore! e scoraggiamento, e dolore per il mondo che attende i miei nipoti.
COME MINCHIAZZA DOVREBBE FARE A RISALIRE dall'altra parte dopo un urto ortogonale?
Cade giù, sbatte frontalmente E SI FERMA LI'.

@exprof non è colpa mia hahah 

è un esercizio di un appello di fisica 1

@exprof hahahah😂

@Remanzini_Rinaldo
Beato te che ti va di riderci sopra!
Io sono stato uno studente di Amaldi e di lui si diceva che sarebbe stato in grado di dare una definizione operativa pure di tua nonna se gliel'avessi chiesta (la massa è la grandezza che si misura con la bilancia, il tempo col cronometro, ...) terra terra e solo cose fattibili; mi addolora vedere che c'è da qualche parte in Italia un professore universitario che ha approvato la stupida idea di dare a "un appello di fisica 1" un'esercizio che descrive una situazione fisicamente irrealizzabile. Nello stesso sistema d'istruzione che ha visto passare Fermi, Rossi, Persico (al posto di Einstein), Amaldi, Touschek, Cabibbo, ... e adesso deve tollerare uno che non risolve gli esercizi prima di assegnarli.
Boh, a me viene da piangere per lo sconforto.
Statti bene e buon panettone (meglio ancora purceddruzzi e ncarteddrate)!

@exprof ...grazie, buon panettone pure a te



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L1+L2 = (6+4)/(√2 /2) = 10√2 m 

Eattr =  m*g*(6-4) = 2*m*g = m*g*√2 /2*(L1+L2)*μ

m e g si semplificano

2 = √2 /2*10√2 * μ

2 = 10μ

μ = 1/5 

@remanzini_rinaldo grazie mille

@remanzini_rinaldo 👍 👍 👍/ 👍 👍 👍 👍



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Un problema ambiguo: quando la fisica richiede più della formula

Il problema è interessante e stimola una riflessione sulla modellizzazione fisica.

@stefanopescetto e @remanzini_rinaldo forniscono la soluzione corretta nell’ipotesi standard di un vincolo continuo e liscio al punto di transizione, cioè nel caso in cui il corpo sia guidato (es. binario o scanalatura) e lo spigolo sia tale da cambiare istantaneamente la direzione della velocità senza dissipazione aggiuntiva. In tal caso l’unica perdita energetica è dovuta all’attrito dinamico lungo i piani inclinati, e la formula ottenuta
μ(d)= [(hi - hf) / (hi + hf)] * tan(α) è perfettamente valida. Con i dati forniti si ottiene μ(d)=0.2

@exprof solleva un’osservazione importante: se il corpo non è vincolato lateralmente e i piani sono semplicemente due superfici piane che si incontrano in uno spigolo vivo senza raccordo, allora al fondo il corpo, lasciato libero, proseguirebbe per inerzia nella direzione del primo piano e urterebbe lateralmente o frontalmente il secondo piano. In tale situazione sarebbe necessario modellare un urto che, se anelastico, potrebbe bloccare il corpo al fondo, rendendo impossibile la risalita fino a h(2).

Questa analisi evidenzia la necessità di specificare le condizioni al contorno (tipo di vincolo) nella descrizione del problema.

Nella pratica didattica di Fisica 1, tuttavia, la configurazione usuale per esercizi di questo tipo è quella di una guida fissa, dove il corpo rimane vincolato a percorrere la traiettoria a spigolo senza perdite energetiche concentrate nel vertice, e in cui l’unica dissipazione è l’attrito radente lungo i tratti inclinati.
Pertanto, nel contesto canonico dell’esercizio proposto, la soluzione è da considerarsi corretta.

In sintesi: entrambi gli approcoli sono fisicamente significativi, ma l’uno si riferisce al modello standard per esercizi sul lavoro delle forze non conservative, l’altro richiama l’attenzione su una possibile incongruenza cinematica se il vincolo non è correttamente specificato.

Per evitare ambiguità future, sarebbe opportuno che chi formula problemi di meccanica per l’università specifichi sempre la natura del vincolo – se il corpo è guidato o libero di staccarsi – poiché da questa dipende la dinamica al punto di transizione.

In ambito universitario, dove la precisione modellistica è parte stessa della formazione, la chiarezza nell’impostazione del testo è essenziale per evitare che gli studenti si confondano tra l’analisi energetica ‘canonica’ e le sottigliezze cinematiche reali.

Una formulazione univoca non solo rispetta la correttezza fisica, ma educa anche al rigore scientifico che ci si aspetta a questo livello di istruzione.

@gregorius 👍👌👍+++



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da quale appello di fisica 1 proviene questo esercizio? 



Risposta
SOS Matematica

4.6
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