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(OFF TOPIC) Inizio di un nuovo anno scolastico

  

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Salve! Scrivo qui dopo aver appena concluso il primo giorno di scuola. Con quest'anno inizio la 3ª classe del Liceo Scientifico. Che dire , ho lasciato alle spalle pressoché tutti i docenti avuti nel biennio , tra questi anche il docente di Matematica (che sarebbe andato comunque in pensione quest'anno , quindi il problema non si poneva) e il docente di Fisica. Oggi , nelle 3 ore a scuola , ho potuto incontrare il mio nuovo docente di entrambe le materie: il mio primo impatto e' positivo , ha detto di voler ripartire , con la prossima settimana , dagli Insiemi Numerici (In maniera piu' approfondita , suppongo chiaramente , da cio' fatto 2 anni addietro dagli altri docenti). Da li' , non so come procedera' ma suppongo che tutto verra' mano a mano. Detto questo , volevo chiedervi eventuali consigli per l'inizio del Triennio. Grazie a tutti 🙂

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@rebc @eidosm @gabo @gregorius @alby Tra le giornate di ieri e oggi ho letto e riletto tutte le vostre risposte , posso dirvi solo una cosa: grazie davvero. Ne faccio tesoro , per questo e i futuri anni di questa carriera da liceale al Triennio e per piu' avanti ❤️ 

@andrea_crimi di nulla! dai sempre il massimo!

@andrea_crimi di nulla, buona fortuna per il percorso 🙂

@andrea_crimi Buon inizio di triennio! Affrontalo con curiosità e costanza: senza lasciarti scoraggiare dalla difficoltà di qualche argomento: passo dopo passo, tutto si chiarisce.

P.S. Se ti domandi cosa sia la "completezza del continuo" (Dedekind e compagnia bella" di cui ha fatto cenno RebC nel suo post te lo riassumo "spannometricamente" in una frase. La completezza del continuo, formalizzata da Dedekind, permette all'Analisi Matematica di funzionare, è la proprietà che distingue l'insieme dei numeri reali (il "continuo") dagli insiemi numerici più piccoli come i razionali (ℚ). In termini intuitivi, significa che la retta reale non ha "buchi". Ogni punto sulla retta corrisponde a un numero reale e viceversa.   

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7 Risposte



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Parlo da ex studentessa del liceo scientifico tradizionale diplomata nel 2024.

Già sono stati dati ottimi consigli, quindi non aggiungerò molto.

Se hai professori attenti, è necessario solamente fare ciò che dicono quando lo dicono dato che ultimamente è l'unica cosa che si aspettano dagli studenti. Ciò significa seguire attentamente in classe e svolgere le assegnazioni nei tempi stabiliti rimanendo al passo con le spiegazioni.

Un altro consiglio che posso darti è quello di rimanere aperto ad ogni disciplina e cercare il bello anche in quelle che non apprezzi. Se riesci in ciò, non serve nient'altro per stare tranquilli durante l'anno. Se invece vuoi eccellere, approfondisci molto per conto tuo con libri, film, anime, documentari, canzoni, ecc. (soprattutto per storia, dato che un romanzo ambientato nel periodo storico che stai studiando ti offre molte marce in più in tutte le materie a causa della struttura gentiliana del liceo; al quinto anno leggiti assolutamente il problema di Spinoza, oltre ad essere favoloso offre una prospettiva interessantissima sul periodo antecedente alla seconda guerra mondiale).

In vista della maturità e per te stesso, come già detto, ti consiglio di leggere moltissimo durante il triennio, anche in inglese. Se ti interessa molto la matematica ti consiglio Breve storia dell'infinitoApologia di un matematico. 

PS: goditi questi anni di studio da liceale dato che concluso questo percorso difficilmente sarai esposto in questa misura a discipline distinte, quindi assorbi il più possibile perché buona parte della tua cultura generale dipenderà da ciò.

PPS: probabilmente il professore di matematica vi parlerà della completezza del continuo (Dedekind e compagnia bella) dato che vuole ripartire dagli insiemi numerici. Se invece vuole fare qualcosina di algebra astratta senza farla direttamente: good luck.

@rebc 👍👌👍



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Quando troppi decenni fa iniziai il terzo anno del Liceo scientifico il nuovo professore di latino fece un excursus del programma che intendeva svolgere. Noi studenti provammo a lamentarci per la mole di studio che quel programma avrebbe richiesto e gli obiettammo che eravamo studenti di un liceo "scientifico" e non di un liceo classico. Lui ci rispose così. " L'aggettivo scientifico è preceduto dal sostantivo liceo" Poi concluse rivolgendoci queste tre frasi latine beneauguranti.

Non scholae, sed vitae discimus (motto pedagogico latino ottenuto capovolgendo la frase di Seneca nella Epistola 106 a Lucilio) – Non studiamo per la scuola, ma per la vita.

Per aspera ad astra – Attraverso le difficoltà, fino alle stelle.

Nulla dies sine linea (Plinio il Vecchio) – Nessun giorno senza una linea, cioè senza un piccolo progresso.

Con il tempo ho compreso cosa intendesse dire a noi giovani studenti quel professore. La risposta era un'affermazione molto densa di significato, tipica di un docente di lettere di una certa generazione.

La sua osservazione fu una lezione di logica e grammatica applicata alla filosofia dell'istruzione.

Il sostantivo ("Liceo") definisce l'essenza, la categoria fondamentale della scuola. Un liceo è, per definizione, un luogo di cultura superiore, di formazione completa della persona.

L'aggettivo ("scientifico") specifica solo  una specializzazione all'interno di quella categoria più ampia. Indica che all'interno del percorso liceale, c'è un'attenzione particolare per le discipline matematico-scientifiche.

In sintesi credo che il professore volesse dirci questo:"Non usate l'etichetta 'scientifico' come una scusa per avere una cultura dimezzata o per evitare di impegnarvi in una disciplina che ritenevate appannaggio del Classico. La vostra scuola è un Liceo, il cui obiettivo è formarvi come persone colte e pensanti, e l'aggettivo scientifico significa che dovrete applicare questo rigore mentale e questa profondità culturale anche al mondo della scienza."

Era un richiamo al valore unitario del sapere e un monito contro la creazione di "tecnicisti" privi di una solida cultura di base.

Sono passati decenni da quel giorno, l'insegnamento più importante che ho appreso in quella scuola è che: La cultura è l'unica ricchezza che, quando viene condivisa, si moltiplica arricchendo te e i tuoi interlocutori.

Buon Nuovo anno scolastico Andrea.

@gregorius 👍👌👍



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Al Biennio si impara a studiare. Al Triennio si applica quanto visto ad argomenti che servono per l'esame.



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Sarà un consiglio banale, ma studia sempre (e studia bene). Non voglio dire che devi sacrificare il tuo tempo libero a studiare ogni pomeriggio, devi crearti spazio nella tua giornata per riuscire a studiare e fare quello che ti piace fare (che può essere anche studio autonomo).

Nella mia esperienza, soprattutto con le materie umanistiche, studiare tutto il giorno prima (che è una cattiva abitudine che mi porto sin dalle medie) adesso è pressoché impossibile. In secondo sono uscito con 9.91 studiando ogni materia il giorno prima dell'interrogazione (tranne le materie scientifiche che apprendevo solo con le buonissime spiegazioni dei miei professori), era difficile studiare perfettamente 3-4 capitoli di storia il giorno prima, ma era possibile. Il terzo anno lo rende comunque possibile ma a scapito dell'approfondimento nello studio (non è concepibile conoscere per filo e per segno la filosofia di Platone che è stata spiegata in due mesi in solo un pomeriggio, quindi prenderai plausibilmente un 8 piuttosto che un 10).

Per evitare di essere sommerso da compiti, ti consiglio di stare sempre attento in classe, così ti trovi già a metà dell'opera. A casa (se non hai interrogazioni per domani), riprendi quello che hai imparato oggi, oppure studia quello che non hai potuto studiare l'altra volta perché avevi un'interrogazione di un'altra materia. Non credo che tu debba seguire religiosamente un programma che scandisce le tue pause, l'importante è che tu possa conciliare il tuo svago personale con l'impegno scolastico entro orari accettabili (dovresti sempre dormire 8-9 ore a notte), però se ti può aiutare puoi crearti un piano per la giornata in cui dedichi un certo periodo del pomeriggio allo studio e il resto a tua discrezione.

Cercando, come meglio riuscivo, di seguire i miei stessi consigli, quest'anno sono uscito con 9.75, avrei potuto fare di più se mi fossi impegnato abbastanza, ma sono soddisfatto. Il consiglio più sincero che posso darti però è di non preoccuparti dei voti, ogni professore ha un proprio criterio di valutazione che non puoi contestare, quindi quando ti consegnano una verifica, o ti caricano il voto di un'interrogazione sul registro, assicurati prima di tutto di aver assimilato davvero quello che hai studiato e ripetuto, poi, se vuoi, sentiti fiero della tua prestazione.

@gabo aggiungo una cosa: anche se si riuscisse a studiare durante il triennio tutto il giorno prima, converrebbe evitare di farlo perché all'università sarà impossibile. Meglio abituarsi da subito con una "ferrea disciplina". Lo dico perché ne ho pagato (e sto pagando dato che la sessione di settembre non è conclusa) le spese a matematica per gli orali del secondo semestre: è impensabile imparare centinaia di dimostrazioni in un paio di giorni come ho fatto per tutte le superiori e per i corsi del primo semestre. Ho passato il primo semestre e il secondo semestre solamente a svolgere le schede di esercizi quando richieste andando avanti con solo la teoria spiegata in aula, il primo semestre lo conclusi con la media del 30, il secondo semestre invece passai tutti gli scritti con voti molto alti, ma non mi presentavo mai agli orali perché nonostante capissi le dimostrazioni non riuscivo a ricrearle tutte in autonomia in pochi minuti (cosa a mio parere non molto utile dato che in un'ora di tempo si riesce da soli se si conoscono bene i concetti dato che la matematica parte dai concetti più che dai teoremi, ma all'orale non ti danno un'ora di tempo e in più la situazione non è delle migliori per concentrarsi. Inoltre, non si ha il tempo necessario durante la sessione per ricreare in autonomia centinaia di dimostrazioni, ciò va fatto durante il peroodo delle lezioni man mano che vengono spiegate).

Voglio però rassicurare sul fatto che alle superiori basta studiare quando lo dicono i professori; all'università non dicono loro quando studiare.

@rebc sono d'accordo con te, infatti nella mia risposta suggerisco di studiare sempre per evitare di accumulare argomenti, che più sono numerosi più sono difficili da elaborare in una sola volta. La matematica per come viene spiegata al liceo immagino sia molto diversa dalla matematica universitaria, quindi immagino che sia molto più impegnativa da internalizzare. Per diletto sto provando a leggere alcuni libri di analisi che appartenevano a mio padre, e posso dire che per me è efficace studiare senza stancarmi troppo (nel senso studiare fino a quando riesco a capire cosa sto leggendo) poi prendo una pausa e continuo dopo (oppure un altro giorno). È importante anche non arrendersi e studiare superficialmente solo perché non si capisce una cosa a primo impatto (lo avevo dimenticato nella risposta quindi lo aggiungo qui).

@gabo concordo pienamente con te. A livello universitario la differenza sostanziale si trova nell'approccio più teorico. Studiando i corsi "introduttivi" di analisi funzionale, algebra lineare e algebra astratta si nota maggiormente questa differenza rispetto ai corsi di analisi I, che bene o male calcano il programma delle superiori con qualche aggiunta sui compatti e la completezza della retta reale.
Alle superiori la teoria viene spesso per intero applicata agli esercizi, non studierai mai cose non applicabili, e si preferisce far sviluppare in misura maggiore il problem-solving più che la comprensione teorica profonda. Ad esempio, alle superiori non dovrai mai dimostrare l'esistenza di un elemento zero in una struttura o la versatilità della struttura in vari contesti, analizzandone ed estraendo (vedi l'etimologia di astrazione) i principi fondanti.
Questa scelta di trattare la matematica più come un oggetto che come un'azione alle superiori spesso dà un'idea abbastanza vaga su ciò che essa è realmente. Credo però che sia la più adatta a un pubblico ampio che magari non vedrà più la matematica dopo le superiori o, se la vedrà, continuerà a utilizzarla come oggetto per altri fini più che come azione fine a se stessa. Stessa sorte è toccata alla filosofia che alle superiori è solamente storia della filosofia. 

Spero di averti dato una buona idea di cosa sia la matematica a livello universitario 🙂 , tolta questa "romanticizzazione" di essa purtroppo nella prassi ci si riduce a imparare in fretta e furia teoremi su teoremi; attività comunque molto utile per affinare le capacità, ma che fatta in così poco tempo lascia il tempo che trova a mio avviso. Sarebbe molto più bello preparare meno cose per gli orali, ma fatte meglio, magari discutendo anche alcuni mini progetti di ricerca assegnati (con geometria proiettiva sarebbe stato fantastico viste anche le numerose applicazioni in vari campi, invece abbiamo avuto solo il tempo di afferrarla a malapena e bistrattarla anche negli esami). Ad ogni modo è un corso di laurea fantastico e lo consiglio vivamente. 🙂

@rebc Quello che dici è vero, però penso di che si possa fare lo stesso discorso per qualsiasi altra materia. A scuola devono andarci tutti e idealmente finirla tutti, quindi ha senso che non sia possibile studiare alcuna materia approfonditamente (sono tutti dei Rabbit Holes a sé stanti se mi consenti l'anglicismo). È un problema quando chi si impegna seriamente finisce per perdere tempo a scuola. Ho studiato approfonditamente tutto il programma di matematica dell'anno prossimo in quest'estate quindi è normale che le spiegazioni a scuola serviranno praticamente da ripasso, però è un problema per altri elementi validi della classe che si perdono l'opportunità di imparare per altri elementi che non valorizzano tale opportunità. C'è un sistema sbilanciato per quanto riguarda il rapporto tra impegno e ricompensa nelle scuole (chi non ha studiato completamente in un anno intero può recuperare tutto con un paio di interrogazioni decenti a giugno oppure con un singolo esame ad agosto), e questo sistema funziona a discapito di cui si impegna di più (perché i professori devono fermarsi e recuperare gli studenti meno diligenti). Non sarebbe un problema se bocciare fosse ancora tenuto in considerazione, ma sto divagando.



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Studia e chiedi sempre se non hai capito. Intervieni durante le lezioni. Fa molti esercizi di matematica e fisica.  Ciao.



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Ciao Andrea, già ti hanno aiutato molto quanto scritto dai precedenti (sono bravissimi credimi) a me rimane l'augurio di un grandissimo in bocca al lupo, augurandoti inoltre il meglio della vita scolastica!



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Associandomi alle ottime risposte che hai avuto ti auguro buon anno scolastico. Cordiali saluti.



Risposta
SOS Matematica

4.6
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