I problemi del tipo "sconto multiplo" si risolvono con un prodotto di frazioni.
Se sul prezzo nominale "n" si applicano uno dopo l'altro sconti del "a%", "b%", ..., "k%", ... allora, dopo il k-mo sconto resta da pagare (1 - k/100) del dovuto.
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Nel caso del cappotto di Giovanna ci sono solo due sconti (a = 24; b = 7) quindi il prezzo effettivo "p" vale
* p = (1 - 24/100)*(1 - 7/100)*n = (1767/2500)*n = 176.70 €
da cui
* n = p/(1767/2500) = (2500/1767)*176.70 € = 250 €
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NOTA (Ah, i traduttori malpagati!)
Scrivere "... spende € 176,7" in Italia è DOPPIAMENTE ILLEGALE.
1) Secondo le regole europee (di legge anche in Italia) istituite quando si è inventato l'euro, TUTTI I CALCOLI monetarii si devono fare con la precisione di ALMENO SEI DECIMALI (al milionesimo di euro) e TUTTI i pagamenti e LE SCRITTURE con DUE DECIMALI (al centesimo più prossimo).
Facendo i calcoli con le frazioni (quindi esatti), basta pensare ai risultati finali.
2) In Italia c'è l'obbligo di legge [DPR 802/1982] di usare il SI fra le cui norme di scrittura c'è quella che vieta di premettere l'unità di misura al valore misurato.