Due sferette identiche di massa $50 \mathrm{mg}$ cariche sono appese a due fili di lunghezza $10 \mathrm{~cm}$. All'equilibrio i due fili formano un angolo di $36^{\circ}$. Determina l'intensità della carica presente sulle sferette. $$ [25 \mu C] $$
Nel testo di parla di piccole masse dotate di carica elettrica e che "all'equiibrio" sono a distanza d e i fili formano un angolo di $36°$.
Imponendo l'equilibrio tra le due forze in gioco: peso e forza elettrica si giunge ad un valore differente da quello che sarebbe il risultato sul libro di testo. (Wlaker modelli teorici e problem solving etc... riconosco la grafica della numerazione !!)
A questo punto sono curiosa di sapere come @sebastiano ha ottenuto $260 nC$ e capire cosa mi è sfuggito 🤔
@Dany_71 ho semplicemente fatto un errore nel mio foglio excel quando ho inserito il valore della massa. Ho messo 0.05 invece di 0.05e-3... alle 8 di mattina caburo poco 😜 😜 . confermo gli 8.25nC
😉
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La Forza di Coulomb con cui in aria si respingono due identiche cariche di x coulomb a distanza d è * F = (1/(4*π*ε))*x^2/d^2 dove la permittività dell'aria è * ε = (8.85418781762/10^12)*(1.00059) = 8.8594117884323958/10^12 F/m quindi invece della solita approssimazione "8.85/10^12" si deve usare "8.86/10^12" o meglio l'intero valore di 17 cifre salvo poi approssimare il risultato finale. ------------------------------ La Forza di gravità di un pendolo di massa m deviato di θ dalla verticale ha lungo il filo una componente "m*g*cos(θ)" e una "m*g*sin(θ)" normale, quindi alla forza di Coulomb se ne oppone una di * m*g*sin(θ)*cos(θ) = (m*g/2)*sin(2*θ) ------------------------------ Dall'equilibrio delle forze * (1/(4*π*ε))*x^2/d^2 = (m*g/2)*sin(2*θ) si ricava * x = √((2*π*ε*m*g*d^2)*sin(2*θ)) ============================== NEL CASO IN ESAME ------------------------------ Per il Teorema di Carnot la distanza d fra le cariche è tale che * d^2 = 10^2 + 10^2 - 2*10*10*cos(36°) = = 200 - 200*(1 + √5)/4 = 50*(3 - √5) * d = √(50*(3 - √5)) = 5*(√5 - 1) ~= 6.18 cm --------------- In unità SI * d^2 = 50*(3 - √5)/10^4 m^2 * ε = 8.8594117884323958/10^12 F/m * g = 9.80665 m/s^2 * m = 50 mg = 50/10^6 kg * 2*θ = 36° = π/5 * sin(π/5) = √(2*(5 - √5))/4 --------------- * x = √((2*π*ε*m*g*d^2)*sin(2*θ)) = = √((2*π*8.8594117884323958/10^12)*(50/10^6)*(9.80665)*(50*(3 - √5)/10^4)*√(2*(5 - √5))/4) ~= ~= √(61.28/10^18) ~= 7.82815/10^9 coulomb ~= 7.83 nC che non sembra avere alcuna parentela col risultato atteso. --------------- Se ho sbagliato è stato nella risoluzione simbolica, perché il calcolo numerico l'ho affidato, come di sòlito, a WolframAlpha. TI LASCIO TUTTO INTERO IL PIACERE DI RIFARMI LE BUCCE. (v. Nievo «l'uomo è così legato al secolo in cui vive che non può dichiarare l'animo suo senza riveder le buccie anche alla generazione che lo circonda»)
da questa equazione se non ho sbagliato i conti a me viene una carica di circa $260 nC$
Errata corrige: la carica finale dovrebbe venire $8.25 nC$
Commento sul testo dell'esercizio: io non ho mai sentito parlare di "intensità" di una carica, ma sempre del "valore" di una carica. Normalmente la parola "intensità" viene accostata alla quantità "corrente" e si parla di "intensità di corrente". Cosa ne pensate?
@rebecca l'angolo viene dimezzato perchè si sta parlando dell'angolo che il filo forma con la verticale
@Sebastiano Il mio professore Edoardo Amaldi (che non era l'ultimo arrivato!) diceva sempre "quantità di carica" come del resto TUTTI i testi di Fisica che avevo avuto dal 1943 al 1957 (nel 43 imparai a leggere su "Alpinolo Natucci, Fisica, ed. EST" (ce l'ho ancora da qualche parte), nel 57 ebbi la prima lezione di Amaldi).
@ExProf Ma Amaldi non era quel fisico nucleare che ricevette il Nobel per i suoi studi sugli atomi (se non ricordo male negli anni '40)?