Per favore,scrivetemi i nomi di queste immagini.
La prima immagine e una rara stampa su carta non retroscritta Estratta da pubblicazione del 1944 L'affresco L'investitura a cavaliere di Simone Martini, parte del ciclo delle Storie di San Martino, è conservato nella Cappella di San Martino nella Chiesa Inferiore di San Francesco ad Assisi. L'opera raffigura San Martino mentre l'Imperatore Giuliano gli cinge la spada ai fianchi, simbolo della sua investitura cavalleresca. Uno scudiero gli allaccia gli speroni, mentre altri due portano l'elmo e il falco, emblemi cavallereschi. A destra, musicisti suonano strumenti medievali, tra cui un piffero e un liuto, creando un'atmosfera solenne e cerimoniale.
La seconda immagine.
Simone Martini ha dipinto con grande esattezza questo momento di conversione in uno degli affreschi che decorano la cappella di san Martino nella chiesa Inferiore della Basilica di san Francesco ad Assisi. È l’episodio più proverbiale della vita del santo; una gelida mattina d’inverno, il povero, che non ha di che coprirsi, la spada sguainata che divide a metà il caldo mantello di Martino. Nell’affresco di Simone, il santo è già uscito, in groppa al cavallo, dalla porta della città, incamminandosi per una terra desolata, senza nemmeno un arbusto, sotto un cielo livido. Tutto, in questo paesaggio essenziale e pietrificato, fa pensare alla tramontana. Tempo da ladri. Deve essere ben importante il motivo del viaggio se è capace di spingere un uomo in una tale desolazione. Vicino alla porta c’è un uomo scalzo e tremante, a malapena rivestito da una stoffa misera e lacera, di un’umiliante esiguità. Un lungo strappo sul fianco lo fa ancora più nudo. Nel suo sguardo è agevole leggere il ricordo fresco di una notte tremenda: fame, membra progressivamente intorpidite dal gelo, la vergogna che è sempre compagna della povertà di fronte allo sguardo astioso e imbarazzato di una città superba e ben munita. Quell’uomo, è facile immaginare, non si è mai mosso, da lungo tempo, dalla porta della città, luogo d’elezione di tutti i miserabili della terra.
Terza immagine
Si tratta di un dittico, composto da due pannelli incernierati, dipinto a tempera su pannello di quercia intorno al 1395-1399.
L'opera raffigura, sul pannello di sinistra (non visibile per intero nell'immagine), il re Riccardo II d'Inghilterra inginocchiato, presentato alla Vergine Maria e a Gesù Bambino da tre santi patroni.
Sul pannello di destra (visibile nell'immagine), Maria tiene in braccio il Bambino ed è circondata da undici angeli in piedi su un prato fiorito.
Il dipinto è un eccezionale esempio di arte gotica internazionale e si trova attualmente nella National Gallery di Londra.
Quarta immagine Si tratta di una riproduzione fotografica dei Fratelli Alinari dell'affresco di Giotto da Bondone ubicato ad Assisi nella Chiesa superiore di S. Francesco. Ritrae S. Francesco che riceve, nel 1223, dal papa Onorio III l'approvazione della regola dei frati Minori. (Giotto di Bondone)
Quinta immagine:
Giotto: Jungstes Gericht. Padua, Arenakapelle. Detail: Die Engel, die das Firmament einrollen
Giotto: Giudizio universale. Padova, Cappella dell'Arena (più nota come Cappella degli Scrovegni). Dettaglio: gli angeli che arrotolano il firmamento
L'ultima:
Last Judgment scene, Cappella Scrovegni a Padova
@lucianop Forse queta richiesta esula dallo spirito del Sito, ma è stato divertente scovare le immagini online. Mi sono sentito un po' Sherlock Holmes con la lente d'ingrandimento in mano. Solo che con Google Lens, il lavoro è stato di una facilità disarmante. Elementare Watson!. Buona serata Luciano
A ottobre sono andato a Padova: ho visitato la cappella degli Scrovegni. Però non ho visto i due angeli.... Ciao amico.
@lucianop Come vedi dalla fotografia sono un piccolo particolare posto in cima alla parete e si notano poco
Hai capito ? Come mai l' hai fatto ?