La maggior parte delle frasi che hai scritto appare priva di significati matematici.
Comincio dalle due che hanno una parvenza di significato, poi esamino le altre.
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Quasi sensate
"Come la riconosco la terna pitagorica?" Applicando la definizione.
Il quadrato del maggiore deve eguagliare la somma di quelli degli altri due.
"Qual' è la regola" Quella di Euclide (v. http://it.wikipedia.org/wiki/Terna_pitagorica )
Tutte le lettere sono simboli di numeri naturali.
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a) Scegli un numero pari e uno dispari primi fra loro, ad esempio m > n > 0
* MCD(m, n) = 1
* m = 2*h, n = 2*k + 1 (o viceversa).
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b) Calcola
* a = m^2 - n^2
* b = 2*m*n
* c = m^2 + n^2
e nota che
* (m^2 - n^2)^2 + (2*m*n)^2 = (m^2 + n^2)^2
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c) (a, b, c) è una terna pitagorica primitiva e, per ogni k naturale, lo è pure (k*a, k*b, k*c).
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Decisamente insensate
"come trovare le terne pitagoriche di un numero pari o di uno dispari?"
"esempio: 7 e poi 14"
Dalle regole di Euclide si vede che per costruire una terna di numeri se ne devono dare due, quindi "le terne pitagoriche di UN numero", che questo sia un numero pari o dispari, NON ESISTONO.
Chiedere come trovare l'inesistente è insensato.
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"Deve essere pari o dispari e come deve essere?" Eehhh? Madecché?
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Irrilevanti
"chi mi aiuta con esempi??"
"fai degli esempi di terne pitagoriche."
Ma aiutati da te, le regole di costruzione ce le hai: applicale!