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Esperimento di fisica, incompatibilità delle misure

  

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Durante un esperimento per verificare l'indipendenza del periodo di un pendolo dalla massa e dall'ampiezza di oscillazione ho riscontrato delle misure non compatibili tra loro.
Visto che i dati sono stati raccolti in classe e sono in comune per ogni gruppo, non posso rifare le misurazioni da capo perché sarebbero diverse a quelle di tutti gli altri. 
Come posso giustificare delle misure non compatibili tra loro?
Ad esempio:
T1 = (1,52 ± 0,01) s
T2 = (1,51 ± 0,01) s
T3 = (1,46 ± 0,01) s 

Grazie per l'aiuto

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Questa domanda, che leggo tre ore dopo la pubblicazione, mi ha rammentato uno dei pochissimi episodi della mia grigia vita universitaria dei quali ancora mi vanto.
COME GIUSTIFICARE I RISULTATI DI UN ESPERIMENTO DIPENDE DALLA "intelligenza didattica" DEL PROFESSORE A CUI PRESENTARE LA "Relazione di Laboratorio".
Come già ti scrissi a Capodanno
http://www.sosmatematica.it/forum/postid/38157/
«... se dici la verità raccontando i fatti esattamente come stanno chi revisiona le relazioni ti apprezza.»
Le mie relazioni, scritte negli scantinati dell'istituto di Fisica dell'allora Studium Urbis (oggi ribattezzato La Sapienza), furono apprezzate dal Prof. Francesco Bella e fruttarono al mio gruppo l'esonero dalla prova pratica (4 gruppi su 300).
In quella risposta t'avevo anche suggerito la forma in cui presentare i fatti, affibiando la colpa al pendolo, al cronometro e ai riflessi di chi lo azionava.
«L'assoluta inverosimiglianza del risultato si giustifica come segue. [...] Con tali difficoltà di misura è ragionevole non aver ottenuto dati confrontabili e quindi aver condotto calcoli statistici su valori disomogenei.»

 



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SOS Matematica

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