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2 febbraio: la candelora: finirà l'inverno?

  

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2 febbraio: Presentazione di Gesù al tempio;
è la Candelora, "de l'inverno siamo fora"; ma se piove e tira vento "de l'inverno siamo dentro".
presentazione di Gesù
 

Buona festa della marmotta a tutti. 

Il 2 febbraio a Punxsutawney, (Pennsylvania), si festeggia il giorno della marmotta, un evento in cui si attende che una marmotta interrompa il suo letargo per dire a tutti se l’inverno è finito o se durerà ancora per 6 settimane.

marmotta (2)

Arriverà la primavera?

 

Autore

@mg ....ibis redibis nunquam peribis in bello😉: tutto sta nel  dove si mette la virgola

@mg  io la conoscevo così:

Ibis redibis, non morieris in bello.
Andrai e ritornerai, non morirai in guerra.

Ibis redibis non, morieris in bello.
Andrai e non ritornerai, morirai in guerra.

🤩

@mg @remanzini_rinaldo. Questa frase mi rammenta il mio primo incontro con la lingua latina, in 6a classe della Sezione maggiore qui in Canton Ticino. Era l'equivalente italiano della prima media e la Sezione maggiore era il percorso obbligato per chi volesse poi frequentare il liceo cantonale (equivalente al liceo classico italiano). La prima cosa che la professoressa di latino ci disse: traducete questa frase:" I, Vitelli, dei Romani sono belli". Dopo esserci guardati in faccia dicemmo alla professoressa:"Non possiamo tradurla in latino perché non l'abbiamo ancora imparato", pensando che la frase fosse in italiano. Al che ci rispose, non vi ho chiesto di tradurla in latino, ma di tradurla in italiano. Noi alunni ci guardammo in faccia pensando che l'insegnante fosse impazzita. Poi ci disse, questa è la traduzione in italiano:" Va', o Vitellio, al suono di guerra del dio romano".E poi prese a pretesto questa frase per metterci in guardia di quanto fosse differente l'italiano dal latino sebbene la lingua degli antichi romani fosse il pilastro su cui poggiò la lingua italiana. Qualche mese dopo ci parlò del responso della Sibilla, citato nel Chronicon; "ibis, redibis non morieris in bello", e ci chiese: "Dove mettereste la seconda virgola?". Allo studente che affermò che l'avrebbe posta dopo il non, disse: "Hai appena pronosticato la morte di una persona, uccellaccio del malaugurio!". Al che lo studente che aveva risposto e che era bravissimo in latino e in greco andò alla lavagna e scrisse questa frase: "Magis ter meus asinus est" (traduzione: Il mio asino mangia più di tre volte) e chiese all'insegnante se cambiasse qualcosa se non ci fosse lo spazio vuoto fra Magis ter. Per sua fortuna, e soprattutto nostra, la professoressa quel giorno era di buon umore e concluse la questione con un: "Vate, lustrales carpe" ( che tradotta significa "Vate, raccogli le acque lustrali",ma suona come la frase romanesca "Vatte (a) lustra' le scarpe"

@Maverick63 Sono andato a rileggere i testi di lingua latina che ho nella mia libreria e ho dedotto quanto segue:

La fonte originale medievale è il Chronicon del monaco cistercense Albrico (o Alberico) delle Tre Fontane, vissuto nel XIII secolo. Tuttavia i manoscritti che citano la frase tratta dal Chronicon la riportano in maniere diverse, tutte senza la virgola e  sono così indicate:

1) "Ibis, redibis nunquam in bello peribis" con nunquam scritto con la n forma arcaica latina
2) "Ibis, redibis numquam in bello peribis" con numquam scritto con la m nella versione classica e
3) "Ibis, redibis non morieris in bello", forma più diffusa.

La frase "Ibis, redibis numquam peribis" si è affermata in epoca successiva, a partire dal Rinascimento/Umanesimo come exemplum retorico, diventando comune nei testi divulgativi e scolastici dei secoli XVIII e XIX. Non ha un autore unico, ma è il frutto della tradizione culturale che ha semplificato e tramandato la citazione di Albrico.

2 Risposte



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 Buona Candelora @mg (anche se in ritardo, io arrivo sempre dopo i fochi), bello che hai ricordato questa festa sempre meno rammentata, il mi' babbo che fra proverbi, detti e canzoncine sulle stagioni e sul tempo ne sapeva parecchi, diceva in vernacolo fra valdarnese e aretino: "Candelora Candelora /se piove o par che piova / dell'inverno semo fora / ma se è sole o solicello / quaranta dì d'Inverno", a volte cambiava il secondo verso in "se pioviscola o gragnola"; lo strano è che pur simile anche in altre regioni ma col significato al contrario, sarà che l'Appennino come spartiacque fa cambiare tutta la meteorologia da zona a zona. A dar retta al detto oggi qui c'era il sole (anche se stamani era sotto zero) sicché l'Inverno dovrebbe durare quaranta giorni, almeno qui mentre di là dall'Appennino son fori dall'Inverno. Chissà se con i cambiamenti del clima questi detti tornano ancora? Perdona qualche termine in vernacolo. Cordiali saluti.  

@mg - Del discorso sulle marmotte non me ne intendo, magari sulle Alpi hanno qualche festa o cerimonia, chissà.

@gramor  a Candelora, "de l'inverno semo fora"; ma se piove e tira vento "de l'inverno semo dentro", ma che piova o che non piova, quarenta dè  ad verniciola (cioè 40 giorni di freddo e neve). 

Questa è di mia suocera che è entrata nel centesimo anno di età con grande leggerezza e lucidità. Ciao.

@mg - Molto bello il vostro detto, poi "...quaranta dè ad verniciola..." bellissimo, "verniciola" non l'avevo mai sentito; che belli questi adagi, le parole, il senso, i suoni, sono affascinato dai tanti dialetti e lingue che abbiamo finalmente considerati cultura. Molti complimenti a tua suocera per l'età raggiunta in leggerezza e lucidità che possa raccontare ancora per tanto tempo. Buona serata.



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Qui in Canton Ticino c'è un proverbio che dice: "«Se pioeuv el dì d'la Candelora, de l'invern semm fœura; se l'è nuvul, semm püsee sicur; se l'è seren, semm denter püssee ben.» Mi scuso fin d'ora con i puristi del dialetto lombardo-alpino per la mia trascrizione maccheronica che, tradotta in italiano significa: "Se piove nel giorno della Candelora, siamo fuori dall'inverno, se c'è nuvoloso siamo ancora più sicuri (n.d.r :di essere fuori dalla cattiva stagione), se è sereno siamo dentro (nell'inverno) in pieno". Invece nei cantoni cattolici di lingua Svizzero-tedesca  un proverbio recita: "Lichtmess trübe – ist dem Bauern lieb" (Candelora nuvolosa – è cosa gradita al contadino), preannunciando la fine dell'inverno.

@gregorius  @gramor  @Maverick63    @remanzini_rinaldo    per la Candelora vi siete proprio scatenati!

in girum imus nocte et consumimur igni....   

ingirumimusnocteetconsumimurigni...

(palindroma, per chi vaga nella notte e si consuma nel fuoco della perdizione)

@mg....questa mi mancava🤭

@mg  - Grandi tutti voi anche in latino oltre che in fisica e matematica, purtroppo l'ho studiato solo un po' alle medie, mi piaceva leggere Virgilio, in particolare le Bucoliche e le Georgiche ma non saprei costruire bene una frase. Per i palindromi ci giocavo con la nipotina in età delle elementari, ora se me ne ricordo tre o quattro è grassa. Saluti.



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SOS Matematica

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