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There are no miracle people.

  

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Mi chiedi se una persona ordinaria, studiando costantemente, arrivi ad immaginare queste cose come io le immagino. Certo! Io ero una persona ordinaria che ha studiato tanto, non ci sono persone miracolose, si sono solo interessate a questa cosa e hanno imparato tutte queste cose. Sono solo persone! Non c'è alcun talento, o un'abilità speciale miracolosa per capire la meccanica quantistica o un'abilità miracolosa per immaginare i campi elettromagnetici che perviene senza esercizio, lettura e apprendimento e studio. Quindi se prendiamo una persona ordinaria che è disposta a dedicare una grande quantità di tempo, studio, lavoro, pensiero ed (altro) tempo, allora sarà diventata uno scienziato.

Ho visto questo spezzone di un'intervista con Richard Feynman, un fisico che ammiro molto per il suo carisma e per i suoi contributi alla scienza. Qui si esprime sull'inarrestabile furore della forza di volontà, che conduce tutte le persone curiose abbastanza a capire i concetti più ostici che la fisica quantistica ha in serbo per loro. Da una parte credo che l'interesse e la disciplina siano essenziali per coltivare una passione così esigente come quella del sapere, dall'altra credo che ognuno di noi abbia dei limiti cognitivi più o meno lontani a prescindere dall'impegno che intende impiegare o dalla materia in questione. Volevo sapere i vostri pensieri al riguardo e magari avere un dibattito con alcuni di voi, grazie per l'attenzione.

 

 

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A mio parere Feynman ha ragione nell'affermare che senza un interesse travolgente e una dedizione ferrea, nemmeno il più alto QI garantisce la comprensione della meccanica quantistica. Ma ha torto se intende negare che un livello minimo di attitudine cognitiva sia un prerequisito necessario per intraprendere con successo quel viaggio.Non è raro che chi ha un talento eccezionale, soprattutto dopo aver raggiunto notevoli risultati, possa sottovalutarne il peso, attribuendo il successo principalmente allo sforzo.
Nella realtà quotidiana i "limiti cognitivi" esistono e variano da persona a persona, ma per la stragrande maggioranza degli studenti, il fattore determinante nel raggiungere la propria massima potenzialità non è il quoziente intellettivo misurato da un test, ma la curiosità che li spinge a porsi domande e la disciplina con cui cercano le risposte.

@gregorius ...hei, bentornato !!! Non ti nascondo che ero in apprensione....Tutto bene?

@gregorius eccoti! Allora scrivi bene! Ho sentito poco fa, in diretta il suono delle campane di tutta la Svizzera, una commozione indescrivibile. Le parole di circostanza disturbano, ma la coralita' di quel suono ha colpito veramente. Ciao



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Postulati della Relatività speciale   (1905) Considerazione di Feynman:  

 

 

Se non riesci a spiegare una teoria di fisica con parole semplici vuol dire che non l’hai capita”
“Vi dirò che anche i miei studenti di fisica non capiscono queste cose. E non le capiscono perché non le capisco nemmeno io.
Il fatto è che non le capisce nessuno”
Richard Feynman (1918-1988), fisico teorico, premio Nobel

   

Ma va là, non è da tutti... Ognuno di noi ha dei limiti e li deve accettare...

Anche io ho studiato tanto, ma ho capito molto poco. Ciao.

@mg ...Parole sante, le tue ....

@mg

Oggi  9 gennaio è stato proclamato lutto nazionale in Svizzera e a ricordo delle vittime alle ore 14 in tutta la confederazione le campane delle chiese hanno suonato 40 rintocchi, un rintocco per ciascun deceduto nella tragedia di Crans Montana.

P.S. Purtroppo non riesco ancora a scrivere, tuttavia dispongo di un programma che scrive quanto gli detto, almeno per le ordinarie conversazioni. Dettare le soluzioni dei quesiti matematici resta un problema insormontabile per questa applicazione.

@gregorius è sempre un piacere leggerti. Buon fine settimana.



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Assiomi:

A1: Un individuo prova piacere nello svolgere attività verso cui ha interesse.

A2: Ogni individuo possiede un insieme di attitudini cognitive che rendono più agevole la comprensione di certi oggetti rispetto ad altri.

A3: L’interesse verso un oggetto nasce dalla sua comprensione, almeno parziale.

 

 

Definizioni:

D1: Si dice soddisfazione lo stato conseguente al piacere provato.

D2: Si dice comprensione l’attività mentale mediante la quale un soggetto "coglie"  la struttura o il significato di un oggetto.

D3: Si dice passione un interesse stabile che genera piacere.

D4: Si dice attrazione la disposizione iniziale che orienta il soggetto verso un oggetto.

 

 

Proposizioni e lemmi:

P1: La soddisfazione è dovuta al piacere.

Dim: Per D1 la soddisfazione è definita come conseguenza del piacere. 

L1: L’attrazione implica interesse.

Dim: Per D4 l’attrazione orienta il soggetto verso un oggetto; tale orientamento costituisce una forma iniziale di interesse.

L2: La comprensione di un oggetto genera piacere.

Dim: Per A2 ogni individuo comprende più facilmente gli oggetti compatibili con le proprie attitudini cognitive.
Per A3 la comprensione genera interesse; per A1 l’interesse produce piacere.
Dunque la comprensione di un oggetto genera piacere. 

P2: Una persona con attitudine cognitiva A è incline a sviluppare un interesse di tipo X, ove  Xè l’insieme degli oggetti più facilmente comprensibili tramite A.

Dim: Per A2 l’attitudine cognitiva A rende più agevole la comprensione degli oggetti di tipo X.
Per L2 la comprensione genera piacere, e per A3 il piacere rafforza l’interesse.
Pertanto il soggetto sviluppa un interesse stabile verso oggetti di tipo X.

 

P3:  Un interesse stabile che genera piacere costituisce una passione.

Dim: Segue direttamente dalla definizione D3. 

 

Teorema:

T: Un individuo può eccellere in un’attività quando le sue attitudini cognitive sono affini alla sua passione.

Oss: attenzione al potenziale "può".

Dim: Per P2 le attitudini cognitive determinano gli interessi più facilmente sviluppabili.
Per P3 tali interessi, se accompagnati da piacere, diventano passioni.
La passione produce continuità, motivazione e soddisfazione (P1), mentre l’attitudine cognitiva rende l’attività più efficiente.
Dunque, quando attitudine e passione sono affini, l’individuo è nelle condizioni ottimali per eccellere. 

 

Problema: i matematici hanno una passione per le cose che generano frustrazione e senso di ineguatezza costante, ciò dovrebbe implicare un masochismo intrinseco... 

@rebc Grazie per aver formalizzato quello che ho detto, mi dispiace di non poter assegnare la miglior risposta.

@gabo una mezz'oretta ben impiegata 😉 



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Ma non scherziamo : sentir dire, da R. Feynman,  che l'intelligenza non conta equivale a sentir dire da E. Musk che i soldi non contano ...

@remanzini_rinaldo 

 

... approvo ... purtroppo.

@remanzini_rinaldo  Purtroppo non riesco ancora a scrivere, tuttavia dispongo di un programma che scrive quanto gli detto, almeno per le ordinarie conversazioni. Dettare le soluzioni dei quesiti matematici resta un problema insormontabile per questa applicazione.

@Gregorius...Che mi son perso !!!??? Ora si che son preoccupato !!!!

@remanzini_rinaldo Hai letto il PM che ti ho mandato qualche giorno fa?



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Apprezzo la formalizzazione elegante. Per risolvere il Problema finale e arricchire il modello, propongo una piccola estensione degli assiomi.

A0 (Assioma della Ricerca): Esiste una classe di individui per i quali la funzione piacere non dipende solo dalla comprensione C, ma dal processo di ricerca R. Formalmente:
Piacere = f(R, ΔC), dove ΔC è la variazione di comprensione, anche negativa (frustrazione).

Corollario C1 (Piacere del ricercatore): In tale classe, la frustrazione F non è un anti-piacere, ma una variabile interna di R. Quando F è risolta, genera un piacere P di ordine superiore.

Con A0, il "masochismo" del matematico diventa un caso speciale di A1: la sua passione (D3) è per R, non solo per C. Il suo Teorema T regge, ma ora spiega anche Feynman (per cui f(R, ΔC) ha valori altissimi) e l'umiltà di @mg (per cui ΔC può essere asintoticamente piccolo, ma R resta gratificante).

@gregorius in effetti non avevo considerato la componente di ricerca, si potrebbe derivare comunque dall'interesse senza un'assioma aggiuntivo... Interessante!

@rebc Esattamente. È proprio quel passaggio dall'interesse per l'oggetto all'interesse per il processo a definire la passione della ricerca. Bella sintesi.



Risposta
SOS Matematica

4.6
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