NO, NON L'HAI SVOLTO BENE: l'errore più importante è aver trascurato le unità di misura, però anche il procedimento aritmetico lascia a desiderare (ma questo è imputabile al testo che grida vendetta al cospetto del primo ispettore che passa da lì, per quanto è scritto male!).
Formalizzando la narrativa io scrivo cose diverse da quelle che scrivi tu.
Tu: "6×6=36"; io: (6 ore/giorno)*(6 giorni/settimana) = 36 ore/settimana.
Tu: "9 ore"; io: (1 + 1/2 = 3/2 ore/giorno)*(6 giorni/settimana) = (3/2)*6 = 9 ore/settimana.
Tu: "ho sottratto ottenendo 27 ore"; io: eeh? che hai fatto? ma chi t'autorizza a pensare che il datore di lavoro regali il tempo di spostamento? Così chi abita più vicino dovrebbe lavorare di più, sai che belle vertenze sindacali susciterebbe una politica del genere!
L'unica risposta corretta alla domanda "Quanto tempo dedica alla sua attività?" è "DIPENDE DAL NUMERO DI ANNI CHE RESTA ATTIVA" perché l'esercizio è mal formulato: fornisce dati per una settimana e un quesito che riguarda l'intera vita lavorativa.
Ma, anche se il quesito fosse stato "Quanto tempo alla settimana dedica alla sua attività?" la risposta non sarebbe mai stata la differenza, ma la somma (36 + 9 = 45 ore/settimana) o, al minimo, le sole ore al negozio (36 ore/settimana) secondo come s'interpreta "dedica alla sua attività".
In un problema ben posto non si devono poter dare diverse interpretazioni valide al testo.