Il moto di un proiettile è un moto parabolico, quindi ha due componenti una nella direzione orizzontale x che è moto uniforme; l'altra nella direzione verticale y che segue la legge dei gravi, cioè moto uniformemente accelerato.
Nella direzione verticale:
{v = g·t
{s = 1/2·g·t^2
s=h=1.5 m ; g=9.81 m/s^2
t = v/g------>s = 1/2·g·(v/g)^2--------> h = v^2/(2·g)------->v = √(2·g·h)
Quindi nota la velocità finale:------->v = √(2·9.81·1.5) = 5.425 m/s
Il moto è parabolico: è la somma di due moti indipendenti che avvengono nello stesso tempo t.
Mentre il proiettile avanza in orizzontale con velocità costante vx = 245 m/s, cade verso il basso come se partisse da fermo in verticale. Il tempo di caduta t, è il tempo di volo. Il moto verticale è accelerato con accelerazione g = 9,8 m/s^2.
COME NON MI STANCO DI FAR NOTARE, in questo caso @LucianoP che lo afferma e @Alessandro_Piccirillo che pubblica acriticamente un esercizio mal formulato, il moto di un proiettile di fucile NON E' AFFATTO UN MOTO PARABOLICO, ma è uno di quei moti descritti dalle Tavole di Tiro del Siacci se il tiro è orizzontale o se ne discosta per angoli piccoli oppure da quelle del Picone se gli angoli sono notevoli. Ciò perché alla velocità di lancio di un'arma da fuoco (245 m/s = 882 km/h) un proiettile anche di massa ridotta (dai 30 ai 200 grammi) e forma ogivale è soggetto a una forza di resistenza viscosa BEN SUPERIORE a quella di gravità: quindi un insegnante di Fisica è deontologicamente in difetto se dice (o, in questo caso, dà per scontato) all'alunno di trascurare la resistenza dell'aria; per parlare onestamente di Fisica si dovrebbe dire di trascurare la forza di gravità! Questo non è un paradosso perché la forma della trajettoria di un proiettile assomiglia a un dente di sega assai più che a una parabola. Il problema posto dall'esercizio formulato con queste parole è di Dinamica, non di Cinematica. L'Autore dell'esercizio 37 è certamente un esperto sia di Fisica che di Direttive Ministeriali sull'adottabilità dei Libri di Testo, ma si rivela del tutto incompetente di libri scolastici il cui primo obbligo è di non dare idee errate all'alunno ("primum non nocere"). ------------------------------ ESERCIZIO RIFORMULATO Calcolare tempo di volo (T s) e gittata (W m) di un punto materiale lanciato orizzontalmente (θ = 0) dalla quota h = 3/2 m con velocità V (V*cos(θ) = V = 245, V*sin(θ) = 0) m/s. ------------------------------ RISOLUZIONE --------------- Il tempo di volo T di un punto materiale soggetto alla sola forza di gravità locale, con V*sin(θ) = 0, è il tempo di caduta libera dalla quota h * h - (g/2)*T^2 = 0 ≡ T = √(2*h/g) Con * h = 3/2 m, g = 9.80665 = 196133/20000 m/s^2 (standard SI) si ha * T = √(2*h/g) = √(2*(3/2)/(196133/20000)) = 100*√1176798/196133 ~= 0.5530957 s --------------- La gittata W è pari al prodotto fra velocità orizzontale e tempo di volo * W = V*T = 245*100*√1176798/196133 ~= 135.508 m