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Cciò ddu metri de torace, fa lla guardia nu mme piace!

  

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Come a lui (Sarve! So' Caio Gregorio, er guardiano der Pretorio.) non piaceva fare la guardia a me non piacciono i messaggi privati, soprattutto su questo sito che nell'Art. 1.1 si dichiara "luogo aperto ... sui temi della matematica e delle sue variegate applicazioni ... per lo scambio di ... informazioni utili, consigli ...".
Dall'utente @Tiz ho ricevuto alle 09:32 dell'11 gennaio 2024 una richiesta proprio riguardo a "informazioni utili, consigli" come messaggio privato con la motivazione "non so se è una domanda pertinente al sito".
Ma vedi, caro Tiz, facendo così non lo saprai mai! Tu pubblica: se ricevi risposta nel merito vuol dire che qualcuno l'ha ritenuta pertinente; se ricevi risposta di contestazione potrebbe voler dire che non lo è; se non ricevi nulla prova a rileggere con calma ciò che hai scritto.
Così la pubblico io al posto suo e poi rispondo come se l'avesse fatto lui (che sia un maschio l'ha scritto in un precedente messaggio privato).
«Buona sera, come stai?
Posso chiederti se potresti consigliarmi delle letture di matematica e fisica, per favore?
Sono in quarta superiore, però ho finito il programma di quest'anno per quanto riguarda matematica.
Scrivo a te perchè ... mi piacerebbe che una persona come "lei" (scusi se mi permetto di usare il lei anche su internet, ma a me piace usarlo come forma di rispetto) potesse indirizzarmi e ravvivare in me la passione per queste splendide materie e anche perchè non so se è una domanda pertinente al sito... ti chiedo scusa per il disturbo e ti auguro una buona serata.
Chiedo venia per la mia pessima scrittura, sto lavorando anche su quella.»

Autore

Comincio dal fondo ("sto lavorando anche su quella"): scrivi come parli, parla come mangi e mangia cose buone (non sottilette, ma gorgonzola; non carne argentina, ma piemontese; ...).
Tu in famiglia diresti mai "Chiedo venia"? No, vero? E allora evita di scriverlo.
Tu in famiglia parleresti mai farfugliando mentre mastichi un boccone? La pronunzia nitida è buona educazione, vero? E allora cura l'ortografia, che è l'equivalente scritto della pronunzia: la "e" tonica finale è quasi sempre chiusa, scrivi "perché" e non "perchè" (due volte!); "lei" si scrive per riferirsi a donna distante, ma "come forma di rispetto" si scrive "Lei".
Aggiungo un paio di consigli sulle forme.
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1) In generale: evita il verbo potere ed evita il modo condizionale al di fuori dei periodi ipotetici; in particolare: evita come la peste il condizionale di potere (ma anche quelli di sapere, aiutare, ...).
Se io leggo "Posso chiederti se potresti ..., per favore?" la prima risposta che mi viene da scrivere (e che molto spesso scrivo) è "Sì, puoi. Sì, potrei" che è la risposta a ciò che hai chiesto: non hai chiesto ciò che sta per i puntini!
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2) "Buona sera, come stai?" è un convenevole da real time (telefonata, live chat, ...) non da bacheca, e questo sito è una bacheca: chi pubblica lo fa quando gli pare, ma dovrebbe evitare i riferimenti temporali perché il "quando gli pare" è il SUO quando e non quello di chi legge; chi legge lo fa quando passa davanti alla bacheca e, se ne ha voglia, si sofferma a leggere le affissioni (anche dopo molto, tu in questi giorni stai guardando le mie risposte di due anni addietro!).
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LETTURE di "matematica e le sue variegate applicazioni" e/o di fisica
Nel 1953 avevo 14 anni: vidi un libro con una sobria copertina gialla e un titolo allettante ( http://www.ebay.it/itm/265497865405 ) e investii le mie poche lirette per comprarlo; nel 1962 quel libro era l'unico riferimento che il Ch.mo Prof. Algeri Marino avesse indicato per il suo corso di "Comunicazioni Elettriche" e io mi rivolsi allarmatissimo al suo primo assistente dicendogli che io di quel libro in dieci anni di tentativi ero riuscito a capire a malapena solo la prefazione, il primo capitolo e circa metà del terzo: come dovevo fare per l'esame? Lui mi rispose "Ma allora all'esame andrà bene, io il primo capitolo non l'ho ancora capito!".
Questo per dirti che un titolo che va bene a uno non è detto vada bene ad altri. Ciò premesso copio un po' di titoli a casaccio dagli scaffali che circondano questa scrivania, cercando di evitare quelli che non mi sembrano leggibili da un diciassettenne; dovresti trovarli tutti nella Biblioteca di scuola tua e/o in quella del Comune (o puoi chiedere di procurarteli); sei ovviamente liberissimo di trascurare i titoli non scientifici.
Quelli che ho sulla scrivania
Stephen Hawking: le mie risposte alle grandi domande
Richard Goodman: Statistics
Gustavo Zagrebelsky: Diritti per forza
Steven Roger Fischer: Breve storia del linguaggio
Vittorio Sermonti: L'Eneide di Virgilio
André Delachet: L'analyse mathématique
Jacques Bouteloup: Calcul matriciel élementaire
C. T. Fike: Computer evaluation of mathematical functions
G. H. Gonnet: Handbook of Algorithms and data structures
Sullo scaffale dietro di me
B.P. Demidovich, I. A. Maron: Computational mathematics
Richard P. Feynman: Il piacere di scoprire
David Kaiser: Come gli hippie hanno salvato la fisica
Enrico Falqui: Antologia della prosa scientifica italiana del seicento
Aldo Moro: Lettere dalla prigionia (a cura di Miguel Gotor)
Enzo Soresi: Il cervello anarchico
Donald E. Knuth: The art of computer programming (solo i primi tre volumi)
Omero: Iliade (vers. Calzecchi Onesti, con testo a fronte)
BASTA PER OGGI.
Domanda: t'è arrivata l'idea che la lettura è un piacere variegato, come le applicazioni della matematica?

@Tiz Pare che all'autore della domanda sia inibito aautorispondersi, il motivo lo devi chiedere @sosmatematica

@exprof Grazie per le indicazioni, leggo abbastanza per sapere che ci sono libri per ogni gusto e persona, ma so anche che imitare e chiedere consiglio a persone colte come Lei è un modo per seguirne le "orme" e cercare almeno di avvicinarsi a quel che è il loro "genio". Mi scuso se le ha dato fastidio se le ho scritto in privato, non lo farò più. La ringrazio anche per le correzioni e i libri consigliati, proverò a cimentarmi nella lettura di alcuni di essi. Buona continuazione



SOS Matematica

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