Sto provando a risolvere alcune equazioni differenziali lineari non omogenee del secondo ordine e non capisco quale metodo usare:
- Online e sul libro e` riportato il motodo della variazione delle costanti, che a quanto ho capito viene usato in questi casi
- Sull'eserciziario ho trovato un paragrafo che afferma che una volta risolta l'equazione caratteristica con coefficienti lambda, se il polinomio dell'equazione in lambda = 0 e lambda ha molteplicita` h, allora l'equazione ammette un integrale particolare del tipo:
x^h * e^(lambda*x)*qm(x)
Questi metodi sono equivalenti? Se non lo sono, quando si usa l'uno o l'altro? Tengo a precisare che il secondo metodo elencato stranamente non e` riportato nel testo di teoria, ma solo nell'eserciziario per qualche motivo e online non ho trovato nulla al riguardo
