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[Risolto] Solenoide induttanza corrente

  

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Un solenoide con induttanza 4mH e resistenza 150 ohm è collegato a un generatore da 12 V e resistenza interna trascurabile.

Con quale velocità la corrente aumenta all’istante iniziale? con quale velocità la corrente aumenta quando ha raggiunto la metà del suo valore finale?

 

grazie!!

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Un solenoide con induttanza 4mH e resistenza 150 ohm è collegato a un generatore da 12 V e resistenza interna trascurabile.

Con quale velocità la corrente aumenta all’istante iniziale? con quale velocità la corrente aumenta quando ha raggiunto la metà del suo valore finale?

..........................

L = 4*10^-3 H     ,    R =150 ohm  fem ideale = E = 12V   tau = L/R s   io = i(oo) = E/R = 12/150 =0.08 A

la soluzione dell'eq.diff. fornisce...

i(t) = io(1-e^(-t/tau))   ---> i(0) = 0 A    vedi in fondo

per t>0   la derivata  , ovvero la "velocità di variazione" della i(t) vale:

di/dt =- io*de^(-t/tau)/dt = -io* (-1/tau)*e^(-t/tau)= io/tau*e^(-t/tau)

[Con quale velocità la corrente aumenta all’istante iniziale? ---> in 0+ perchè esiste solo la derivata destra

... in t = 0+ 

di/dt[0+] = io/tau*e^(-0+/tau)= io*R/L*1 = E/L = 12 /(4*10^-3 ) = 3000 A/s

[con quale velocità la corrente aumenta quando ha raggiunto la metà del suo valore finale?]

e quando i(t') =  io/2  è :

io/2 = io(1-e^(-t'/tau))  ---> 1/2 = (1-e^(-t'/tau)) ---> 1/2 =e^(-t'/tau)

 

di/dt[t'] = -io* (-1/tau)*e^(-t'/(tau))= E/L*e^(-t'/tau))= E/(2L) = 1500 A/s

.....................................

transitorioRL



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LA MIA SENSIBILITA' AI LIBRI DI TESTO SCRITTI MALE m'ha lanciato un allarme leggendo le ultime due frasi di quest'esercizio.
Sono pronto a scommettere che l'edizione originale del testo da cui è tratto fosse in lingua inglese (McGraw Hill, Pearson, ...) e che la versione italiana fu affidata (ah, il risparmio ad ogni costo!) a uno studente di Lingue ignaro dei gerghi tecnico-scientifici.
Un tale libro non si dovrebbe adottare.
Una regola che, fin quando esplicitamente contraddetta o abrogata continua a valere, diceva (Programmi Ministeriali - Avvertenze generali, MPI 1961) che i docenti di ogni disciplina hanno la responsabilità della Lingua Italiana; non solo quelli di "Lingua e Lettere Italiane".
In Italiano il concetto di "derivata di qualcosa rispetto al tempo" si esprime con "rapidità di quella cosa" mentre la parola "velocità" ha un àmbito molto più ristretto: esprime il solo concetto di "derivata dello spazio rispetto al tempo".
In Inglese invece (in conseguenza dei grandi prestiti da latino, francese, italiano e dei neologismi dovuti all'esplosione delle scienze fra 1600/1700, contro cui Samuel Johnson si battè fino a compilare il primo vocabolario inglese) l'uso stabilì la coesistenza del nuovo termine in prestito col precedente termine anglosassone assegnando a ciascuno un diverso significato: così oggi, dopo più di tre secoli d'uso, "velocità" è "speed" e "rapidità" è "velocity".
Vale a dire che "velocity" e "velocità" sono FALSE FRIENDS, non equivalenti!
Ma queste cose, a uno studente pagato poco, interessano poco: lui legge "velocity" e scrive "velocità", alla faccia dell'editore tirchio (e va bene!), ma poi confondendo le idee agli alunni in assenza sia di un revisore (ahò, già pago un traduttore!) che, soprattutto, di un Consiglio di Classe che usi un minimo d'accuratezza nel proporre le adozioni.
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Dopo questo po' po' di sfogo delle mie antiche amarezze vengo ai quesiti.
Entrambi chiedono di valutare la derivata temporale della corrente (la pendenza m(t) del grafico i-t) in due diversi istanti del transitorio di carica di un circuito RL: alla chiusura del circuito e all'istante in cui la corrente vale metà del valore asintotico.
Con
* E = 12 V
* R = 150 Ω
* I = E/R = 2/25 A = 80 mA
* L = 4 mH = 1/250 H
* τ = L/R = 1/37500 s ~= 27 μs (costante di tempo)
si ha
* i(t) = I*(1 - e^(- t/τ))
* m(t) = di/dt = (I/τ)*e^(- t/τ)
* lim_(t → ∞) i(t) = I
* t(i/I) = τ*ln(I/(I - i)) = τ*ln(1/(1 - i/I))
* m(t(i/I)) = (I/τ)*(1 - i/I)
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RISPOSTE AI QUESITI
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a) "... all'istante iniziale?"
* m(0) = m(t(0)) = (I/τ)*(1 - 0) = I/τ = 3000 A/s
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b) "... all'istante t(1/2)?"
* m(t(1/2)) = (I/τ)*(1 - 1/2) = (I/τ)/2 = 1500 A/s

@exprof ..  velocità di variazione (ovvero derivata)  , comunemente "rate of rise" o "rate of change"  ...così, almeno, leggevo su documenti Westinghouse ( di cui la "mia" azienda era licenziataria) e General Electric ( di cui era licenziataria Ansaldo)

@Remanzini_Rinaldo
Rispondo di sera al tuo commento mattutino perché, non volendo limitarmi a qualche banalità, ho dovuto spremermi la memoria e andare a frugare per ripescare vecchi testi (mai avuta la pazienza di catalogare due stanze piene di carta stampata).
Secondo il Fischer (Breve storia del linguaggio, UTET 2003 - pag. 196) l'inglese continua a perdere caratteristiche amalgamandosi «nell'amorfo International Standard English»; ISE che sta avendo, e sempre più avrà, la funzione di interlingua come nell'età ellenistica (IV-I secolo a.C.) ebbe la koiné (rinunciando a duale, ottativo, ...) o nell'età coloniale i vari pidgin e lingue creole (con rinunce simili).
Mi sembra ovvio che l'autore dei documenti tecnici di una multinazionale, ben sapendo che andranno in mano a ingegneri e altri tecnici d'ogni parte preferisca "rate of change" a "velocity" per essere sicuro che né a San Pietroburgo, né a Nuova Delhi, né a Seoul qualcuno legga "velocity" e capisca "velocità" (qual che sia la lingua, il concetto errato).
Quanto più vasta la diffusione tanto più ISE sarà più conveniente degli specifici dialetti (British English, American English, ...).
Negli anni 1957/60 io studiavo su libri McGraw Hill (Millman, Terman, ...) e, già allora, si vedeva qualche "rate of change" qua e là, figurati oggi!



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di/dt = e/L = 12*10^3/4 = 3*10^3 A/sec 

If = e/r = 12/150 = 0,080A

e' = e-If/2*r = 12-0,04*150 = 6,0 V

di'/dt = e'/L = 6*10^3/4 = 1,5*10^3 A/sec 



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