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Duplicazione tangente goniometrica

  

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Ho provato a risolvere l'equazione:

$\sqrt{3}\sin x + \cos x = \sqrt{3}$

utilizzando le formule parametriche; ponendo $t=\tan \frac{x}{2}$, alla fine ho ricavato che $t=1 \lor t=2-\sqrt{3}$. Ho notato immediatamente che $1=\tan \left (\frac{\pi}{4} + \pi k \right)$, ma non avevo idea di che angolo stessi cercando nel secondo caso.

Dato che non mi piace usare la calcolatrice, ho usato la formula di duplicazione della tangente, e ho ricavato che $\tan x = \tan \left ( 2 \frac{x}{2}  \right) = \dfrac{2(2-\sqrt{3})}{1-(2-\sqrt{3})^2}=\dfrac{\sqrt{3}}{3}$. So che $\dfrac{\sqrt{3}}{3}=\tan \left ( \frac{\pi}{6} + \pi k \right )$, quindi $\tan x = \dfrac{\sqrt{3}}{3} \implies x = \dfrac{\pi}{6} + \pi k$. Purtroppo questo risultato non è corretto, è diverso da quello che ho ottenuto provando a risolvere la stessa equazione utilizzando il metodo dell'angolo aggiunto, in quel caso ho ottenuto $x= \frac{\pi}{6} + 2 \pi k$.

Quello che noto è che ogni volta che provo ad usare questo trucco per ricavare direttamente $x$, il periodo è dimezzato, ma l'angolo di partenza è giusto (quindi ottengo soluzioni in più che in realtà non sono valide). Anche nell'equazione simile $\sqrt{3}\sin 3x + \cos 3x = \sqrt{3}$, ottengo che $\tan \frac{3}{2} x = 2-\sqrt{3}$, e mi risulta che $x=\frac{\pi}{18} + \frac{\pi}{3} k$ piuttosto che $x=\frac{\pi}{18} + \frac{2}{3}\pi k$.

Ne ho parlato in classe con il mio professore, ma non siamo riusciti ad arrivare a nessuna spiegazione perché c'era poco tempo e perché le condizioni in classe non erano tali da favorire il ragionamento. Chiedo a voi di poter spiegare questa incongruenza, grazie in anticipo. 

Autore

Ho verificato che fosse applicabile la formula di duplicazione, cioè che $\dfrac{x}{2} = \dfrac{\pi}{12} + k \pi \neq \dfrac{\pi}{4} + \dfrac{\pi}{2} n\ \land\ \dfrac{x}{2} = \dfrac{\pi}{12} + k \pi \neq  \dfrac{\pi}{2} + \pi n$. Si può dimostrare che non esiste nessuna coppia di interi $(n,k)$ che  non soddisfi queste condizioni, lo si dimostra dividendo per $\frac{\pi}{2}$, e si ottiene che: 

$2k-n=\dfrac{1}{3}$ che ovviamente è impossibile dato che $k,n \in \mathbb{Z}$, nel secondo caso invece si ottiene che $k-n=\dfrac{5}{12}$, impossibile per lo stesso motivo. Quindi, ogni risultato della forma ottenuta dovrebbe essere valido perché costituirebbe una valida applicazione della formula di duplicazione.

@gabo 

devi anche tenere presente che le equazioni  lineari in seno e coseno devono sempre avere soluzioni sinusoidali generalizzate con periodo sempre Τ = 2·pi

@gabo Nel caso di equazioni o disequazioni con equazioni lineari trigonometriche io ho sempre preferito usare il metodo algebrico.

Ponendo X=cosx è Y=senx  è ricordando la relazione fondamentale trigonometrica (cos^2)x +(sen^2)x =1 , le soluzioni si trovano mettendo a sistema l'equazione della circonferenza X^2+Y^2=1, che coincide con la circonferenza trigonometrica con la retta ottenuta sostituendo X e Y in cosx e  sinx. Ad esempio nel caso della prima equazione lineare che hai scritto avresti da determinare le intersezioni fra la retta √3Y+X=√3 e la circonferenza X^2+Y^2=1. Otterresti i valori X=1 e X=√3/2.

Da cui sapendo che X=cosx avresti     cosx=1  -->   x=π/2+ k2π.

Dal valore  X=√3/2 segue cos x= √3/2  -->   cioè x=+/- π/6+2kπ. Con questo metodo si vedono anche graficamente i punti d'intersezione fra circonferenza e retta e ricavare facilmente le coordinate del/i punto/i d'intersezione  da cui poi dedurrre i valori angolari x.

@gregorius il nostro libro si riferisce a questo metodo che hai descritto come metodo grafico (penso perché si immagina di individuare direttamente i punti della circonferenza che determinano con il semiasse delle $x$ l'angolo cercato). In classe non lo abbiamo trattato perché la situazione è terribile: il rendimento generale è scarsissimo e siamo comicamente indietro in ogni cosa nonostante tagli molto dolorosi (come ad esempio quello delle onde in fisica, e quello delle curve $Ax^2+Bxy+Cy^2+Dx+Ey+F=0$ intese come sezioni coniche). Per questo motivo non ho considerato la possibilità di applicarlo in questi esercizi, anche se può essere più immediato da utilizzare.

2 Risposte



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Il trucco di usare la duplicazione è algebricamente corretto ma logicamente pericoloso:
La tangente "perde" i segni:
tan(x) è positiva sia nel I che nel III quadrante, ma l'equazione originale distingue tra questi due perché seno e coseno vi hanno segni diversi.
Verifica obbligatoria: Se si usa questo metodo per semplificare i calcoli, bisogna sempre verificare le soluzioni finali nell'equazione di partenza o controllare il segno di tan(x/2). Il metodo dell'angolo aggiunto è preferibile proprio perché conserva il periodo naturale (2π)

@gregorius Ok, chiarissimo, grazie mille.



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Secondo me è un artificio non corretto in quanto il periodo della funzione TAN(2·x) ha periodo dimezzato rispetto a TAN(x). Quindi nulla ti vieta ad operare come hai fatto, trovando la parte principale dell'argomento però ti devi ricordare di quanto detto sopra: ossia per il periodo lo devi raddoppiare!

@lucianop Giusta osservazione, effettivamente $\tan(2x)$ sarebbe una dilatazione di $\tan(x)$, quindi il periodo della prima è dimezzato rispetto alla seconda.

@gabo

OK! Buona serata.

@lucianop Anche a te, grazie mille!

@gabo 

Di nulla. Ciao da Luciano



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